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GIUGNO
mer 18
 

I blogger affollano le galere di mezzo mondo


 

Articolo di Alfonso Maruccia (http://punto-informatico.it)

18/06/2008 14.32.00: I blogger affollano le galere di mezzo mondo
L‘Italia, come certe interpretazioni draconiane delle leggi sull‘informazione, fa buona compagnia ad Egitto, Iran e Cina: i tre paesi risultano ai primi posti di un rapporto sullo "stato di salute" dei blogger esposti ai regimi illiberali, secondo il quale gli episodi di citizen journalism bloccati con l‘arresto e la galera hanno raggiunto nuove vette nel corso di tutto il 2007.
Il rapporto World Information Access Report, stilato dall‘Università di Washington, parla di "un anno record per gli arresti di blogger", triplicati in confronto al 2006. I tre paesi citati sono responsabili per più della metà degli arresti, e i numeri reali potrebbero essere di molto superiori secondo l‘assistente professore Phil Howard, che evidenzia come non tutti gli episodi riescano a conquistarsi uno spazio nelle cronache e finiscano così per essere ignorati dal pubblico.
Le ragioni che in genere fanno scattare la reazione censoria sono state individuate in sei diverse categorie, vale a dire: violazione delle norme culturali, protesta sociale, critiche ai comportamenti pubblici, blogging riguardo importanti figure politiche, denuncia della corruzione e della violazione dei diritti umani e una non meglio precisata categoria "altri motivi".
Assieme a Egitto, Iran e Cina sono sulla lista dei peggiori nemici dei blogger anche nazioni come Siria, Arabia Saudita, Singapore, Thailandia e Malesia. In totale, nel 2007 sono stati arrestati 36 micro-publisher, dice il rapporto, e i casi accertati dal 2003 in poi ammontano a 64 per un totale di 940 mesi di prigionia scontati.
I blogger finiscono in galera anche nella parte occidentale del mondo - Italia a parte - con casi registrati in Francia, Canada, Stati Uniti e Regno Unito. In taluni di questi episodi, riporta ars technica, ci sarebbero però di mezzo veri e propri reati come per il blogger-pedofilo arrestato in California o nel caso del ladro-publisher del Galles, che ha abusato del suo megafono privato per minacciare i parenti degli ufficiali di polizia che ne avevano bloccato la carriera di delinquente.
Per quanto la situazione appaia in netto peggioramento, e il micro-publishing in Rete continui a rivestire il ruolo di impotente e bistrattata spina nel fianco dei meccanismi ben oliati dell‘informazione schiava delle lobby e del pensiero unico, vanno citati anche i casi in cui proprio grazie alla interconnessione "sociale" dei blog e dei canali di comunicazione-ossessione a-là Twitter le persone sono state portate fuori dalla galera, come è ad esempio successo a James Karl Buck finito dietro le sbarre - neanche a dirlo - in Egitto.
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APRILE
dom 6
 

Google licenzia 300 dipendenti di Doubleclick


 

Articolo tratto da Zeus News (http://www.zeusnews.it)

06/04/2008 12.38.00: Google licenzia 300 dipendenti di Doubleclick
"Siamo molto soddisfatti di avere completato la nostra acquisizione di DoubleClick" aveva detto il Ceo di Google, Eric Schmidt, meno di un mese fa. E sono così contenti che hanno deciso di licenziare 300 dipendenti dell‘azienda appena assorbita, vale a dire circa un quarto del totale negli Usa.
La ristrutturazione non si fermerà qui: presto o tardi, ha detto ancora Schmidt, verrà colpita anche una parte dei 1.500 dipendenti all‘estero.
In realtà i tagli non sorprendono nessuno, visto che erano già nell‘aria sin dalle prime voci di acquisizione; tuttavia gli analisti non si aspettavano licenziamenti così consistenti, specie da parte di un‘azienda come Google che negli anni passati ha avuto una politica di assunzioni piuttosto aggressiva.
Secondo Tom Phillips, direttore dell‘integrazione di DoubleClick, la mossa è necessaria per "mantenere l‘oggettività" sia nel settore della ricerca che in quello della pubblicità online: ciò "è fondamentale per la nostra missione ed è il cuore della fiducia che chiediamo ai nostri utenti". Come dire: non guardateci male, stiamo licenziando per offrire un servizio migliore.
  Commenti 0 commenti

FEBBRAIO
gio 21
 

WordPress.com inchiodato da un attacco DDoS


 

Articolo di Marco Valerio Principato (http://punto-informatico.it)

Il motivo dell‘inaccessibilità che ha colpito nei giorni scorsi WordPress.com e tutti i blog da esso ospitati, è stato rivelato: si è trattato di un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) iniziato sabato scorso e i cui effetti si sono protratti fino a martedì.
Automattic è l‘azienda che dà vita a WordPress.com. Un suo portavoce, Matt Mullenweg, conferma che si è trattato di un attacco con picchi di ben 6 gigabit/secondo di traffico entrante, tale da rendere totalmente inaccessibili diversi blog nella giornata di martedì per intervalli la cui durata era compresa tra 5 e 15 minuti. Nel pomeriggio la società ha continuato a lavorare alacremente per tentare di isolare il fenomeno.
Diversi blogger hanno riferito di non essere riusciti ad accedere al pannello di amministrazione dei blog per l‘intera giornata, e non solo per quei 15 minuti, mentre invece i blog rimanevano perfettamente visibili. Situazione che sembra essersi risolta già da ieri mattina.
Su questo grafico, indicato dal portavoce di Automattic, è possibile osservare l‘andamento del traffico verso WordPress.com memorizzato il 20 febbraio, subito dopo lo "tsunami" dell‘attacco.
Circostanze di questo genere, assolutamente non nuove, non stupiscono ma servono a riflettere su alcuni aspetti della Rete che, a fronte di simili circostanze, spesso risulta impotente e raramente riesce a creare le condizioni per infliggere le giuste punizioni a chi si rende responsabile di simili gesti.
L‘episodio ricorda inoltre che l‘efficacia di tali azioni dipende in massima parte dalla disponibilità di macchine-zombie, per controllare le quali i malintenzionati che le impiegano contano sulla negligenza degli utilizzatori, ignari di quanti danni apporta alla collettività dei netizen l‘essere distratti e superficiali nella gestione del proprio computer.
  Commenti 2 commenti Ultimo commento @ 23/06/2008 18.46.00 : We offer wow gold,warcraft g..

GENNAIO
mer 9
 

Il bravo informatico


 

Articolo di G. Cubasia (http://cubasia.mioblog.net)

Sono 25 anni che mi occupo d’informatica, e mi sono sempre chiesto: ma come dovrebbe essere un bravo informatico? Sono partito dalle basi della mia esperienza per giungere alla conclusione che ciò che si dice dell’informatica è vero: L’informatica è quella cosa dove chi comanda non la conosce, e chi la conosce non comanda. Questo perché per il nostro utente/cliente/committente quella cosa li, (l’informatica) la vede a seconda del suo ruolo (la realtà è rappresentazione ci ricorda Schopenhauer), in molti modi differenti: talvolta come una form, talvolta come un semplice pulsante, e spesso solo come una cifra in un conto d’investimento, quasi mai, anzi proprio mai come un sofisticato meccanismo creato dalle abili mani di un artigiano.
Si, perché per quanto la si voglia far sembrare un prodotto industriale, l’informatica fatta a qualsiasi livello è del tutto artigianale.
Magari ci fosse un prodotto che schiacciando il tasto mi tiri fuori un gestionale, un ERP, un real time e cosi via. E’ vero, ci sono i tools che automatizzano molte azioni, ma il succo è che senza l’intervento umano poco o nulla si fa. Nell’informatica poi si distinguono 3 grandi categorie:

1. I realizzatori di codice puro. In genere sono coloro cui occorre solo dire di che cosa hai bisogno e loro te lo costruiscono. Difficilmente si pongono domande sul perché ti serve qualcosa, loro lo fanno e basta. Si arrabbiano moltissimo quando ricevono richieste illogiche od astruse.
2. Coloro che ricevono le richieste dell’utente. Non so voi, ma il 99% delle richieste dei miei utenti è: non so cosa voglio, ma lo riconosco quando lo vedo. La maggior parte di coloro che si riconoscono in questa categoria passa il tempo a spiegare ad un utente, senza sembrare brusco, che una 500 con le ali, anche se fattibile, non è il massimo; meglio dotarsi o di una bella utilitaria o di un biplano o di entrambi. Se poi si dice si all’utente (sulla 500), devi poi passare altrettanto tempo a parlare con i realizzatori per far digerire loro che adesso quello che hanno fatto lo buttano a mare e ricominciano a fare qualcosa di diverso (se avete manie masochistiche fatelo pure, io non ve lo consiglio!).
3. La terza categoria degli informatici ha per me qualcosa di magico. In genere la si trova nei piani alti della scala gerarchica. Di informatica hanno uno spruzzo, come le torte con su lo zucchero a velo, però sono degli abilissimi comunicatori e dei perfetti creatori di presentazioni ad effetti speciali create ad arte con Power Point. Eccellono nel redigere piani in Project e sono degli ottimi oratori. Quanto poi a realizzare prodotti informatici…In genere sono soliti dire per farvi capire che sono dentro la materia: Un prodotto informatico è un insieme di sequenze logiche che prendono delle informazioni in input, le elaborano e forniscono un output! Si ma come? Bhe, questo è un lavoro per i tecnici… (vedi 1 e 2).

Un bravo informatico, qualsiasi sia il suo livello, deve avere le seguenti qualità per non finire presto in depressione o scoprire che la sua settimana lavorativa dura tra le 60 e le 80 ore:

a. Preveggenza. Ormai in ufficio mi chiamano Cassandra, quando entra un utente e mi chiede qualcosa che sia di solo 2 giorni lavorativi, so già che stiamo parlando di 2-4 mesi. L’ultima volta che mi hanno chiesto un db provvisorio per una cosuccia da niente, è rimasto in piedi 3 anni. Ancora mi domandano come facevo a saperlo. Io uso questa Regola, tramandatami da un vecchio saggio. Quando vi chiedono una stima di qualcosa di nuovo, aumentatelo alla categoria superiore e moltiplicatelo per 2 ... 1 giorno=2 settimane. Siete molto vicino a quello che impiegherete.
b. Ascolto. Mai e dico mai realizzate qualcosa non appena l’utente ha finito di parlare. Aspettate, fate una pausa e poi dite sempre, lo metto per iscritto perché cosi lo capisco meglio. A questo punto accadono 2 cose: o l’utente dice, non mi serve più (40%), o vi cambia i requisiti (60%). Nel secondo caso si ricomincia il loop.
c. Essere un terribile mal fidato. Controllate l’attività dell’utente, è facile che vi chieda cose pazzesche, solo perché non sa che la stessa cosa la fa la calcolatrice di windows. Testate, testate sempre ogni singola cosa e poi ri-testatela. Avere dei programmi free bugs è l’unico vostro scudo ad ogni possibile richiesta assurda ed alla domanda, ma perché ci vuole cosi tanto…?!

L’ultimo talento lo si acquista con l’esperienza , con tanta esperienza, o si è fortunati ad averlo dalla nascita e si chiama la capacità di vendere la propria attività. Dilbert insegna che se siete dei super esperti, bravissimi, capaci, ottimi risolutori, fornitori di soluzioni, ecc,ecc, bhe, questo non vi sarà mai riconosciuto. Mai. Perché (sempre per la solita legge della rappresentazione) state per tutti solo facendo il vostro lavoro.
E’ come dire bravo ad un chirurgo. Certo che è bravo, è il suo lavoro. Però il chirurgo si fa pagare! E questo, perchè il chirurgo fa pesare tantissimo il suo know-how.
Questo talento poi, più passa il tempo e più diventa di molto più importante di tutti gli altri, specie qui in Italia. Posso affermare con sicurezza che il Vostro stipendio e livello in azienda è direttamente proporzionato a questa capacità.
Più saprete far intendere al Vostro utente, (Capo od altro), quanto il Vostro lavoro sia complesso e sfaccettato ( e di conseguenza oneroso ed impegnativo) perché deve essere accurato, completo per dare un servizio che nel tempo porterà guadagno (ovvero risparmio), e maggiore saranno i Vostri compensi (c’è sempre chi vi darà, ma che ci vuole a farlo?! A quel punto cedetegli la sedia ed chiedetegli di mostrarvi la sua bravura…Si azzittirà all’istante).
Al mio team dico sempre: se realizziamo un’intera applicazione in Ajax, con le ultimissime tecnologie, in un terzo del tempo e senza bugs non potremmo mai pretendere nulla in più di quello che abbiamo. Questo perché per tutti questo è il nostro lavoro, e non si può pretendere di avere di più per fare “solamente” il proprio lavoro.
Invitare l’utente ad una serie di 3, 4 riunioni in cui illustriamo come lavoriamo, come Egli sarà sempre informato su tutto durante tutto il progetto, e come il servizio prodotto gli renderà la vita migliore, non ha prezzo!
Ed infine due massime:

La prima da esporre come bigliettino da visita: Se tu lo sai immaginare, noi lo sappiamo realizzare.
La seconda da dire al Vostro Team: Alla gente quasi mai interessa un’applicazione che giri 1 secondo più veloce o che abbia una base dati ultra ottimizzata od utilizzi solo paradigmi OO, ma tutti vogliono che sia bella, sicura, affidabile e che risolva il loro problema.

Ecco, forse alla fine una possibile definizione è: il bravo informatico è colui che gli altri riconoscono come un risolutore di problemi.
  Commenti 5 commenti Ultimo commento vacantgreedk @ 02/07/2008 10.17.00 : glass frog white speed home tom..

DICEMBRE
ven 21
 

Una carriera in IT


 

Articolo di G. Cubasia (http://cubasia.mioblog.net)

Esistono due strade principali per iniziare una carriera in questo lavoro, entrambi conducono allo stesso posto e per entrambi, come vedremo, è determinante un fattore chiave noto a tutti sotto il nome di “Scelta” aziendale, ma che in realtà nasconde molto di più di quello che dice. La prima strada è quella tecnica che consiste nel fare a poco a poco tutti i gradini della scala gerarchica. Molti ingegneri, statistici, matematici, periti o gente di talento con un diploma hanno iniziato cosi, dal basso. C’è chi ha studiato tantissima teoria (il cui 90% nella realtà lavorativa non è applicata né applicabile, a meno di lavorare in nicchie di mercato), e chi ha iniziato da subito a battere i tasti sulla tastiera, per poi approfondire la teoria successivamente.
La carriera tecnica è rapida ed entro 4 - 6 anni ci si può fregiare del titolo di esperto, attualmente ottimi settori in cui specializzarsi sono il Web, l’IT Security ed il Datawarehouse. A questo punto la carriera ha un primo stop, a meno di non essere una risorsa molto richiesta per il proprio know-how specifico (ad esempio su alcuni CRM).
In genere a questo punto qualcuno vi appioppa il titolo (senza nessuna remunerazione aggiuntiva) di coordinatore, con la motivazione: tu ne sai più degli altri essendo il più “esperto”.
Il coordinatore ha la perfetta conoscenza del ciclo di sviluppo del software (ISO 900x). Egli sa cosa serve per realizzare cosa. Ai suoi skill si aggiunge la capacità di saper scrivere documenti tecnici, i più diversi, dall’architettura, all’analisi dei requisiti, fino al piano di testing, e la grande disponibilità a supportare l’intero team per risolvere situazioni critiche.
Un buon coordinatore dopo qualche tempo si trasforma in una perfetta macchina d’assemblaggio: da una parte entrano i requisiti, dall’altra escono le soluzioni. E qui il bravo informatico termina la propria carriera per abbracciare la professione del bravo manager.
La seconda strada invece inizia con una laurea in economia e commercio. Chi sceglie questa strada è quello che potremmo chiamare l’esperto di prodotto o di Business.
Per il nostro esperto il funzionamento interno del sistema è assolutamente sconosciuto, ma in compenso conosce perfettamente (o dovrebbe) il flusso dei dati e la tematica di Business che il sistema implementa.
Questi esperti li riconoscete perché lavorano quasi esclusivamente con sistemi di financial, bancari o logistici. Tra i loro skill vi sono una grossa capacità di comunicazione, l’accuratezza per i dettagli formali ed una conoscenza generale sul ciclo di sviluppo. Per tutto il resto fanno conto sulla professionalità dei bravi informatici.
Anche loro dopo 4 anni si fregiano del titolo di esperto, ma non è detto che debbano integrare il loro skill con altre approfondite conoscenze “tecniche”, mentre è necessario che approfondiscano il Project Management.
La conoscenza del PM è un requisito necessario per essere un Bravo Manager, cosi come lo è l’attenzione al ROI ed al Budget aziendale, ma non è condizione sufficiente per un avanzamento nella carriera di una persona IT. Si possono possedere ottimi Skill e comunque avere una carriera bloccata.
Questo accade, a prescindere dal tipo strada che avete imboccato all’inizio, per un semplice ed unico motivo chiamato “Scelta” Aziendale.
Accade semplicemente che l’Azienda deve nominare dei responsabili su cui basare le sue azioni future e la scelta non cade su di VOI. La scelta dovrebbe essere fatta in base ad un Assessment ed ad altri parametri oggettivi che l’ufficio del Personale raccoglie sulla personalità, sulle prestazioni e sui valori e skill della persona, ma quasi sempre è semplicemente il frutto di un’indicazione del diretto superiore.
Il motivo per cui si faccia cosi è da ricercare nei maggiori costi aziendali che una ricerca di dati oggettivi comporta, ma da ultimo vi è anche da considerare che è un indubbio vantaggio per un Responsabile poter nominare le persone che ritiene di sua fiducia.
La persona di fiducia diventa cosi PM (Project Manager), cui è dato l’obiettivo principale dichiarato di portare dei risultati economici all’azienda e quello implicito, secondario, e spesso mai dichiarato, d’adoperarsi per la crescita professionale delle persone di cui è responsabile.
E’ un dato di fatto che le aziende, quelle italiane specialmente, su quest’ultimo obiettivo abbiano previsto degli scarsi investimenti, anzi spesso i PM sono lasciati totalmente soli e suppliscono con l’improvvisazione e la faccia tosta alla mancanza di preparazione e metodo nello sviluppo della persona. La bassa preparazione alla gestione delle risorse (One minute Manager, chi era costui?!) da cosi adito ad episodi degni del migliore Dilbert, che entrano di diritto nelle leggende aziendali.
Per coloro sui quali non è ricaduta la “Scelta” aziendale, la poca trasparenza sulle motivazioni che hanno portato ad essere stato escluso dalla selezione, unita alla mancanza di aggiornamento professionale ed alla sensazione di vivere giorno per giorno senza un preciso obiettivo professionale (per non usare parole grosse come Iter di carriera) sono tutti fattori che contribuiscono a portare la carriera del Bravo Informatico su un binario morto.
Dopo qualche tempo passato nella posizione (circa 15,18 mesi) ci si scopre ad essere degli esperti tecnici (e/o coordinatori e/o PM), ma degli assoluti sprovveduti nelle tecniche relazionali che appaiono l’unica strada percorribile per smuovere una carriera.
Quando si arriva a questa conclusione ci si comporta come i topi in gabbia, ci si sceglie un angolino all’interno dell’organizzazione e si evita ogni possibile coinvolgimento perché qualsiasi cambiamento si avverte come inutile o peggiorativo. Meglio sarebbe cambiare ambiente, prima d’arrivare a questo punto, se si è ancora in tempo.
Non appena si cambia ambiente si scopre che le stesse qualità che la “Scelta” Aziendale aveva ignorato sono invece assai apprezzate, con il doppio vantaggio dell’accrescimento dell’autostima, ma soprattutto della cifra scritta in basso a destra che si legge alla fine del mese.
Non è che però le persone di fiducia se la passino meglio. Da una parte hanno lo stress di portare a casa dei risultati passando su tutto e tutti, dall’altra la necessità di motivare un team che di motivazioni ne ha ben poche. Per supplire a questo tendono ad accentrare il lavoro ed a farsi carico di tutto, arrivando a lavorare anche 50-80 ore la settimana, perdendo di vista la capacità primaria di un PM, quella di saper delegare per non morire affogato.
Presto o tardi questo tipo di PM si trasforma in una persona poco gradita o cambia ambiente per la propria salute ed allora può darsi che la “Scelta” aziendale ricada su di VOI.
Nel frattempo lavorare nell’IT, per chi ha passione e voglia sperimentare, porta sempre qualche nuova interessante novità con cui cimentarsi ed alla fine qualcosa di buono esce sempre.
Le persone brave, capaci e che portano vantaggi all’azienda sono sempre ricercate, anche se non sempre hanno possibilità di arrivare in alto. Come diceva Machiavelli: anche il Principe più accorto ha solo il 50% di possibilità di riuscire.
  Commenti 21 commenti Ultimo commento YmopIQzRSRyAUO @ 04/07/2008 7.32.00 : qweqwekfqwljke ..

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